LA STORIA
DI ORTEC
LORTEC nacque
nel lontano 1968, anno di dure contestazioni, di ampie
lacerazioni e di grandi stravolgimenti.
La volontà di pochi
colleghi prevalse su tutto e su tutti; ancora oggi dobbiamo
ringraziare quegli uomini che, in tempi così
precari, seppero stringersi intorno ad una bandiera
che si chiama cultura.
Sulle ali del loro
entusiasmo posero le basi per consentire ai posteri
di partecipare ad una meravigliosa avventura: l'ortodonzia
nellItalia di quegli anni.
Furono solamente in
quattordici i soci fondatori ORTEC, sparsi in ogni parte
dItalia: da Biella a Catania. Tra quegli uomini
ci piace ricordare due nomi: Fiorino Pagani e Pier Giorgio
Dolci, prematuramente e tragicamente scomparsi. La loro
volontà è per noi stimolo ed esempio ancora oggi; la
loro dedizione allo studio ed al lavoro hanno reso tutti
noi consapevoli di essere sulla retta via.
I primi anni dellORTEC
furono indubbiamente di "studio". I soci dovevano
conoscersi: erano così lontani e non solo geograficamente.
Le finalità furono
subito chiare: "il promuovere la conoscenza di
nozioni teorico e pratiche per la migliore preparazione
di apparecchi ortodontici".
Non era certo il lavoro
che mancava; vennero tradotti e condensati testi ed
articoli, furono promosse conferenze e corsi, si partecipò
a mostre e manifestazioni, si crearono allora quelle
premesse che ancor oggi trovano il loro logico riscontro.
I criteri che si adottarono sin d'allora per l'ammissione
a socio Ortec si basavano, come oggi, su due principi
fondamentali: moralità e capacità professionale.
Due Soci Ordinari
si rendono garanti con la loro firma dell'integrità
morale e del valore professionale del candidato socio.
Con questa procedura
lAssociazione è cresciuta di numero fino a quello
di oggi; va anche detto che la crescita è stata limitata
perché la selezione ha avuto un peso determinante, anche
se lammissione allAssociazione non è mai
stata discriminante per nessun aspirante socio.
Oggi, pur maturi e
consapevoli della nostra forza, siamo per un'ampia apertura,
con una configurazione dei soci più moderna e attuale,
per un sempre maggior consenso sul piano del confronto
verso la classe medica e la S.I.D.O. in particolare.
Siamo cresciuti e
vogliamo crescere ancora, dobbiamo "contare"
di più, sia sul piano culturale sia su quello pratico;
il cammino percorso ci deve dare la certezza di avere
ben speso tempo e sacrifici, mentre il cammino ancora
da percorrere deve essere illuminato dalla coscienza
di doverci mantenere umili, pur nel consapevole coraggio
di poter credere nelle nostre capacità.