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lascio... non raddoppio!



Associati carissimi,
di solito l’editoriale del terzo fascicolo della nostra rivista chiude un mandato e introduce il nuovo Presidente eletto. Questa volta non è possibile, poiché lo scorso anno a Padova le elezioni sono state rinviate per i motivi che tutti conoscono (spero quelli giusti). In quella sede l’assemblea da me interrogata diede all’unanimità (tranne uno) indirizzi precisi ed inequivocabili verso i quali l’Ortec doveva andare. Siamo chiamati ora, durante il XXXVI Congresso Nazionale di Roma, con il ritardo di 1 anno, al rinnovo delle cariche. Rinnovo che, alla luce di quanto discusso a Padova, deve essere fatto mantenendo quella coerenza da me invocata. A mio avviso (e forse non solo) Ortec ha bisogno di volti nuovi, con nuove idee e grande entusiasmo. Non che io l’abbia perso in tutti questi anni, ma una associazione non può e non deve essere identificata sempre dalla stessa persona. Lascio Ortec in piena salute, sotto tutti gli aspetti e, ribadisco, spero nella coerenza di chi verrà.
A mio avviso, ora più che mai, vi è la necessità di credere nell’associazione perché rappresenta e dovrebbe riunire tutti i tecnici ortodontisti italiani. Non vince la persona, ma la squadra. Ortec, infatti, agisce nell’interesse della categoria non del singolo, e la sua attività ne è una palese dimostrazione. Non solo perché si è sempre impegnata in campo culturale e scientifico, e questo le ha permesso di erogare direttamente sia i crediti ECM sia la formazione a distanza (FAD), grazie ad un accordo con Collegio dei Docenti di Odontoiatria, AIOC, SNO-CNA e Relive SpA, ma perché si è prodigata per essere presente e attivamente coinvolta su tutti i fronti dello scenario ortodontico italiano e non solo, assumendo posizioni chiare e precise. Ortec va amata e rispettata per tutelare tutti gli associati: questo è sempre stato il mio obiettivo. Spero che il nuovo direttivo continui a perseguire questa strada.
Ringrazio tutti per la gratitudine e l’affetto che mi sono stati dimostrati in tutti questi anni. Queste esperienze difficilmente si dimenticano e certamente mi mancheranno. Ora, però, è giunto il momento di lasciare. Auguro all’Ortec di continuare ad essere protagonista.


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